GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

Ieri 21 marzo, era la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. L’iniziativa di dedicare un giorno in ricordo delle vittime, nacque dal dolore di una madre che perse il figlio nella strage di Capaci e non ne sentì pronunciare mai il suo nome, in quanto capo della scorta di Giovanni Falcone. Un dolore che diventa insopportabile se viene negato anche il diritto di essere ricordato con il proprio nome.

Perché proprio il 21 marzo? Perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale, perché solo facendo memoria si getta il seme di una nuova speranza.

Il 23 maggio 1992 la macchina di Falcone venne fatta esplodere sull'autostrada che collega Palermo e Trapani: 1000 chili di tritolo che tolsero la vita a Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e a tre agenti di scorta.

Quando Falcone morì, Paolo Borsellino capì che non gli sarebbe rimasto troppo tempo. Il 19 luglio, dello stesso anno, un'autobomba esplose sotto casa di sua madre mentre la stava andando a trovare. Il magistrato morì con tutti gli uomini della scorta. 

 

“Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i draghi, quello lo sanno già, si insegna ai bambini che i draghi si possono sconfiggere. Ed è quello che fanno scrittori come Saviano. Non dicono che la mafia c’è, ma dicono che la mafia può essere sconfitta” - Roberto Benigni

 

A nome di tutti i rappresentanti del Comitato Studentesco,

Consulta Provinciale degli Studenti, Rappresentanti d’Istituto,

Consiglio d’Istituto dello Jacopo da Montagnana.

Aurora cl. 4AP

Annarita cl. 4AP